The Salon Brief

Consigli di Business Senza Giri di Parole per Titolari di Salone

Home·Business·Articolo
Business

Consulenza in salone: mettetevi d’accordo prima di iniziare

Una consulenza in salone chiara parte dalle domande giuste. Usa la scheda per concordare risultato, prezzo e tempi, con un esempio pratico da adattare.

Di The Salon Brief Editorial Team
Cliente e professionista chiariscono il servizio durante la consulenza in salone.

Giulia gestisce un salone a Bologna e ha già preparato la mantellina quando la cliente dice: «Vorrei schiarire un po’, ma alle 13 devo andare». La foto sul telefono mostra un cambiamento ben più grande. In questa situazione immaginaria, la consulenza in salone serve proprio a fermarsi qui: prima che un sì frettoloso diventi una promessa difficile da mantenere.

La cliente sa cosa spera di vedere allo specchio. Tu devi capire se quel risultato, il tempo disponibile e il preventivo stanno insieme.

Cosa deve chiarire la consulenza in salone prima del servizio?

La consulenza deve portare a un accordo concreto: risultato desiderato, limiti del servizio, prezzo, tempi e mantenimento a casa. La scheda conserva quell’accordo e segnala i punti ancora aperti. Aver compilato tutti i campi non significa che il professionista abbia verificato il piano o che si possa iniziare.

Pensa alla differenza tra «vuole cambiare taglio» e «vuole sistemarsi in fretta prima di uscire, senza usare la piastra». La seconda frase ti aiuta a scegliere e a spiegare. La prima lascia spazio a troppe interpretazioni.

Antony Whitaker, nella presentazione del suo episodio dedicato alla consulenza del 5 aprile 2022, scrive:

«Ogni relazione che sviluppi con un cliente inizia con una consulenza.»

È una traduzione della frase introduttiva dell’autore. Il suo contributo riguarda ascolto, sincerità e linguaggio comprensibile; non dimostra che una scheda, da sola, faccia aumentare la fidelizzazione.

Il momento giusto per chiarire è prima del lavoro difficile da correggere. Una richiesta inviata online può preparare la conversazione, ma resta da leggerla, discuterla e valutarla insieme.

Quali domande aiutano a capire cosa vuole il cliente?

Parti da ciò che piace e da ciò che crea fastidio nella vita quotidiana. Chiedi quale dettaglio interessa nelle immagini, cosa la persona vuole evitare e quanto mantenimento è disposta a fare. Completa il quadro con lo storico pertinente e con le novità rispetto all’ultimo appuntamento.

Non serve recitare un questionario. Scegli domande che facciano parlare la persona davanti a te:

  • «Qual è la cosa che ti piace ancora del taglio che hai?»
  • «Quando li sistemi da sola, cosa non ti riesce?»
  • «In questa foto ti interessa il colore oppure la forma?»
  • «C’è un risultato che non vorresti proprio?»
  • «Quanto tempo vuoi dedicarci al mattino?»
  • «Dall’ultima volta hai fatto altri colori o trattamenti, anche a casa?»

Le indicazioni di Schwarzkopf Professional sulla preparazione alla consulenza invitano proprio a raccogliere immagini, abitudini di styling e storia dei capelli. Sono spunti per il confronto: la valutazione del servizio resta tua.

Una foto è un buon punto di partenza se la guardate insieme. La cliente potrebbe desiderare la luminosità vicino al viso, senza volere né la lunghezza né la piega della modella. Annota il dettaglio scelto, invece di scrivere soltanto «come foto».

Un riferimento separato in dettaglio desiderato vicino al viso e frangia da evitare; il piano concordato riprende solo il dettaglio scelto.

Anche con una cliente abituale, lascia una domanda aperta: «Dopo l’ultima volta, c’è stato qualcosa che hai fatto fatica a gestire?». La confidenza non ti dice se ha cambiato routine o se vuole spendere meno questo mese.

Il budget si chiede con naturalezza. Non dedurlo dall’abbigliamento o dal servizio che la persona ha acquistato in passato.

Come concordare risultato, prezzo e tempi senza equivoci?

Descrivi la proposta con parole semplici, chiarendo anche ciò che non otterrete in quella seduta. Dai un totale comprensibile e una durata coerente con la tua valutazione. Se proponi un’aggiunta, rendi evidente che è facoltativa e attendi una scelta prima di inserirla nel servizio.

Torniamo a Giulia, con importi inventati per spiegare il passaggio, non tariffe consigliate. Il servizio concordato costa €65; un trattamento facoltativo aggiunge €20. Il totale diventa €85 soltanto se la cliente accetta.

«Per quello che abbiamo deciso, il totale è €65, piega compresa. Possiamo aggiungere questo trattamento e arrivare a €85, ma possiamo anche mantenere la proposta iniziale. Come preferisci procedere?»

La cifra da applicare deriva dal tuo listino prezzi del salone. Qui il lavoro consiste nel far capire cosa comprende, senza lasciare le aggiunte da scoprire alla cassa.

Se il desiderio iniziale non è compatibile con l’appuntamento, presenta alternative che hai valutato come adatte. Puoi concordare un cambiamento più contenuto oppure rimandare il lavoro a una seduta con il tempo necessario. Spiega eventuali passaggi successivi e relativi costi prevedibili, senza garantire un risultato futuro preciso.

Prima di partire, riepiloga: «Quindi oggi facciamo questo, manteniamo questa lunghezza e non interveniamo su quest’altro punto». Poi chiedi cosa cambierebbe. È una domanda più utile di un rapido «tutto chiaro?» mentre stai già iniziando.

Quando cambiare programma o fermarsi?

Fermati se mancano informazioni necessarie alla valutazione, se non sono state completate le verifiche richieste o se il risultato atteso non è compatibile con le condizioni dell’appuntamento. Spiega il motivo, chi deve chiarire il dubbio e quale sarà il passo successivo. L’accordo commerciale non risolve un problema tecnico.

«Prima di confermare questo colore devo verificare il trattamento che hai fatto altrove» dà alla cliente un motivo concreto. «Proviamo e vediamo» le lascia una promessa che nessuno ha davvero definito.

Per controlli e test segui le istruzioni aggiornate del prodotto specifico e i requisiti professionali e assicurativi pertinenti. La scheda non stabilisce un intervallo universale per i test. Una firma o una liberatoria non sostituiscono le verifiche necessarie.

Se il problema è il tempo, non recuperarlo accorciando passaggi tecnici richiesti. Se il problema è il risultato, spiega quale limite hai riscontrato: «Questa foto non corrisponde a ciò che posso proporti oggi. Ti mostro le alternative che posso valutare con te».

Annota anche una decisione di rinvio. Una scheda che registra solo i servizi eseguiti perde proprio il motivo per cui quell’appuntamento è cambiato.

Percorso della consulenza: le verifiche aperte riportano alla valutazione prima di iniziare il servizio concordato.

Cosa scrivere nella scheda della consulenza in salone?

Scrivi ciò che serve a ricostruire la decisione: desiderio della cliente, lavoro concordato e punti da verificare. Per le informazioni tecniche o sensibili usa il riferimento al documento appropriato, con accessi controllati. Chi esegue il servizio deve leggere e verificare l’accordo, anche se qualcun altro ha raccolto le risposte.

Scheda vuota da copiare e adattare

Usa questa traccia insieme alle procedure tecniche e privacy già adottate dal salone:

  • Appuntamento e professionista: data, riferimento prenotazione, responsabile.
  • Obiettivo: parole della cliente e dettaglio della foto discusso insieme.
  • Da evitare: risultato o cambiamento non desiderato.
  • Abitudini: tempo per sistemarsi e mantenimento accettato.
  • Storico pertinente: riferimento alla valutazione o scheda tecnica appropriata.
  • Verifiche aperte: cosa manca, chi controlla, eventuale sospensione del servizio.
  • Servizio concordato: cosa comprende e cosa resta escluso.
  • Preventivo e durata: totale accettato, aggiunte facoltative, tempo previsto.
  • Riepilogo: conferma della cliente o correzione al piano.
  • Responsabile della nota: nome, data ed eventuale modifica successiva.

Esempio compilato: sistemare il taglio senza una frangia

Elena lavora in un salone a Parma. In questo secondo esempio immaginario, con prezzo e durata puramente illustrativi, la cliente vuole alleggerire la gestione quotidiana senza cambiare troppo aspetto.

Appuntamento / professionista: 21 settembre; prenotazione B24; Elena

Obiettivo: «Voglio sistemare le punte e continuare a raccoglierli.»

Da evitare: Frangia; lunghezza che impedisce di legare i capelli

Abitudini: Asciugatura semplice; non vuole usare la piastra ogni mattina

Valutazione / verifiche: Elena ha completato la valutazione pertinente; nessun controllo aperto per il taglio concordato

Servizio: Lavaggio, taglio concordato e piega; niente colore né trattamenti aggiuntivi

Preventivo / durata: €40 totali; 50 minuti previsti

Riepilogo: Cliente conferma lunghezza mostrata e prezzo prima del taglio

Responsabile: Elena; aggiornamento dopo il servizio o se cambia l’accordo

La lunghezza va mostrata e discussa: «sistemare le punte» non basta a descriverla. Se la richiesta cambia durante il lavoro, conferma anche il nuovo preventivo e i tempi prima di proseguire.

Questo modello non è un questionario sanitario né un’informativa privacy. Il Comitato europeo per la protezione dei dati richiama finalità definite, dati necessari, accessi sicuri e conservazione motivata. Concordare il servizio non equivale ad autorizzare messaggi promozionali o la pubblicazione di fotografie.

Come usare la scheda anche la prossima volta?

Assegna la responsabilità dell’aggiornamento, registra il servizio effettivo e chiedi cosa è cambiato quando la cliente ritorna. Conserva note pertinenti e comprensibili. La scheda precedente offre un punto di partenza, ma non può confermare al posto della persona ciò che desidera oggi.

Inserisci lettura e aggiornamento nella tua routine per gestire il salone. Chi sostituisce una collega deve poter ricostruire il servizio concordato, con gli accessi adeguati al proprio ruolo.

Puoi controllare 10 schede e cercare i punti lasciati aperti. Se, per esempio, due non riportano il totale accettato, hai trovato due omissioni da correggere nel tuo campione: non una statistica del settore.

Il rapporto continua poi con il lavoro di fidelizzazione dei clienti. Per iniziare, copia la scheda di consulenza in salone e prova a leggerla con una collega: riuscite entrambe a dire cosa è stato concordato, senza dover indovinare?

T

The Salon Brief Editorial Team

Archiviato in:Business

Briefing correlati